CVGM: Curriculum Vitae Genitorialmente Modificato
Silvia Cerioli April 27th, 2010
L’8 maggio prossimo si festeggia la Festa del CerVello di mamma e papà. Non è uno scherzo, ma un’iniziativa per chi ha famiglia e per chi, come me, ci crede fermamente anche se non ha pargoli. Sul loro blog Genitoricrescono, Serena e Silvia spiegano che, imparando a fare i genitori, ci si istruisce anche su molte altre cose. A essere più flessibili ma anche puntuali nel rispondere alle esigenze altrui (a cominciare da quelle del pupo), più pronti nella gestione degli imprevisti, più tolleranti e abili nel confronto, più sensibili nel captare segnali importanti, ma poco visibili, più efficienti nella distribuzione degli impegni.
Insomma, si diventa migliori attraverso la scuola più difficile che esista, dove gli esami non finiscono mai e la pagella è sempre a rischio insufficienza. Perché allora non inserire queste nuove competenze nel proprio curriculum vitae? In Scandinavia, terra all’avanguardia in molti campi, già si fà, consapevoli che chi svolge il duro mestiere del genitore porterà nel suo lavoro il bagaglio di conoscenze e qualità affinate dalla gestione familiare. Ecco, dunque, la proposta, decisamente originale: chi è d’accordo con questa filosofia, può modificare il proprio Cv, sottolineando come l’attività genitoriale abbia prodotto una crescita delle proprie “skills”. E sabato 8 maggio, tradizionale Festa della Mamma, chi lo desidera invierà il curriculum così revisionato alle aziende. In pratica, sarà la presentazione ufficiale del CVGM: il Curriculum Vitae Genitorialmente Modificato. Perché, come si legge su Genitoricrescono, “Più siamo, più rumore faremo. Sarà una piccola rivoluzione che porterà il mondo delle aziende a riflettere su questo aspetto”. Il loro invito, che condivido pur non essendo mamma, è molto chiaro: l’8 maggio, fai vedere che hai CerVello!
Il mio sito è povero ma onesto. Mi leggono quattro gatti, che manco commentano ma mi parlano a voce! Però vorrei tanto che, grazie a questa iniziativa, le mie amiche mamme ed i miei amici papà la smettessero di pensare che essere genitori significhi, in qualche modo, scusarsi tutti i giorni per questa scelta di vita. E’ vero, non è facile. L’Italia è un Paese di familisti a parole, assai poco propensi nei fatti a rendere l’azienda a misura di vita familiare. Allora, cominciamo noi. I piagnistei a poco servono, occorre far capire al mondo del lavoro che fare la mamma, fare il papà significa avere una marcia in più, perché allenati a impegnarsi su livelli diversi, senza mai perdere la visione d’insieme. E questo, checché ne dicano certi sterili carrieristi con vita personale a quota zero, vale moltissimo. Vale un lavoro, verrebbe da dire.
Per info: www.genitoricrescono.com